• Chiara Paschetta

Come viviamo l'emergenza sanitaria da Covid-19?


Da più di un mese viviamo l’emergenza sanitaria da Covid-19.

Inizialmente, quando abbiamo appreso la letalità del virus, increduli e stupiti ci siamo uniti l’uno con l’altro contro il nemico. Lo abbiamo fatto in modo semplice: cantando, suonando, applaudendo e salutandoci dai balconi di casa. Così abbiamo mostrato calore, vicinanza e solidarietà pur essendo distanti.


Con il passare dei giorni, ci siamo spenti un po’: non abbiamo più cantato e ballato sui balconi; troppi morti e il dolore troppo grande.


Ogni nostra abitudine è ormai cambiata e la paura, l’incertezza sul futuro e il distanziamento sociale e relazionale a cui siamo obbligati non rendono certamente facile la strada da percorrere.


Lo studio realizzato dall’Istituto Piepoli, ha rilevato che l’emergenza da Covid-19 genera, negli italiani, malessere a livelli elevatissimi:

Il 63% degli intervistati si definisce molto o abbastanza stressato e oltre il 40% è stressato a livelli massimi. Questo dato ci obbliga a considerare quanto una situazione straordinaria, inaspettata e imprevedibile può sconvolgere e influire sulla salute mentale di ogni persona.

Ciò non vuol dire che tutti stiano vivendo un disagio grave, persistente, invalidante (presto vi parlerò dell’altra faccia della medaglia) e/o che hanno bisogno necessariamente di aiuto e sostegno. Talvolta, esiste una percentuale non indifferente di persone che ne hanno bisogno perché le emozioni di questo periodo, la costrizione, la sensazione di non farcela, di fare poco o nulla, di non riuscire a gestire la situazione, di aver stravolto la propria vita è reale e non immaginario.


E’ consigliato soffermarsi e dare attenzione al proprio benessere psicofisico evitando di negare, sviare o sottovalutare eventuali campanelli d’allarme come ansia, paura, insonnia, forti preoccupazioni, agitazione. Bisogna farsi aiutare se si riscontra uno stato duraturo di disagio o malessere che necessita di supporto psicologico. Chiedere aiuto, essere disposti ad aiutarsi non è una vergogna, ma un atto di coraggio verso se stessi.

A chi rivolgersi?

Attualmente sono stati attivati molti sportelli di ascolto psicologico tra cui quello di Psychemente. Non è importante avere già uno Psicologo di riferimento, lo si può contattare tramite lo sportello di ascolto.


Non lasciare che un piccolo disagio diventi un grande problema!

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