• Chiara Paschetta

Comportamenti tossici: quali sono e come distinguerli

E’ giusto chiarire che non esistono persone “tossiche”, ma persone che mettono in atto comportamenti tossici.

Quando la persona utilizza comportamenti tossici per relazionarsi, non è detto che questi siano permanenti. Tuttavia, possono migliorare e diventare produttivi.

I comportamenti tossici mascherano insicurezza, bassa autostima, insoddisfazione e bisogno di rassicurazione. Essi hanno anche un aspetto narcisistico e sono accompagnate da pensieri e conclusioni erronee.


Le caratteristiche dei comportamenti tossici:

Disprezzo: la persona sottolinea gli errori altrui per evitare di considerare le proprie mancanze.

Colpa: tenta di dare la responsabilità agli altri pur di non considerare i propri errori.

Manipolazione: il ricatto viene utilizzato come mezzo per ottenere i proprio scopi. Riesce a creare e mantenere rapporti di fiducia per raggiungere l’obiettivo ambito.

Invidia: generalmente la sua vita non corrisponde al suo ideale per cui i successi degli altri sono vissuti in maniera negativa.

Controllo: forte bisogno di controllare tutte le persone che hanno intorno.

Come agire?

Se ci si rende conto che la situazione è insostenibile e non si riesce a fronteggiare il comportamento tossico dell’altra persona, l’unica via da prendere sarebbe quella di allontanarsi spiegando le motivazioni della scelta.

Il dialogo è un mezzo potente: quando una persona non mette in atto comportamenti tossici può esplicitarli e chi invece li adotta.

Così facendo, si mettono dei limiti per evitare di essere danneggiati.

Un altro strumento è quello di consigliare alla persone che mette in atto comportamenti tossici di chiedere aiuto a uno psicologo per migliorare la propria modalità relazionale verso gli altri e verso se stesso.

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