• Chiara Paschetta

Scuola a distanza: “Nelle difficoltà ci sostengono le buone abitudini”

Negli ultimi mesi, abbiamo assistito a repentini e profondi cambiamenti dal punto di vista sociale, culturale, politico, economico. Essi hanno avuto una significativa influenza anche nelle istituzioni scolastiche, contribuendo allo sviluppo di nuove esigenze di apprendimento, relazione e formazione.


Inoltre, stiamo assistendo allo sviluppo di un notevole e crescente malessere generale della popolazione. Nel caso della scuola, questo non riguarda solo gli alunni, ma anche genitori e insegnanti. Tutti i protagonisti si trovano a dover affrontare ed utilizzare modalità di comunicazione, relazione e studio molto diversi da quelli abituali.


Infatti, la routine scolastica è passata dalle lezioni in classe, che favorisce l’attenzione, la presenza e la partecipazione ma soprattutto il contatto tra alunno e insegnante, alle video-lezioni in cui l’alunno si trova a dover fronteggiare numerose difficoltà, a doversi gestire da solo o con l’aiuto di un genitore. Inoltre, questa modalità richiede agli insegnanti notevoli sforzi tra cui le difficoltà di coordinamento e comunicazione tra insegnanti, famiglia-insegnanti, alunni-insegnanti.

Essere insegnante non è facile. Il periodo di emergenza lo rende più difficile.

Cosa può fare un insegnante?

Il primo passo: creare una routine come a scuola. Quindi gestire e pianificare il tempo, il materiale e le lezioni (magari con brevi pause di svago). Gli alunni si fidano dei propri insegnanti e come a scuola vi seguiranno con estrema fiducia.

Il secondo passo: comunicare con la famiglia degli alunni. Si può comunicare su aspetti didattici, ma anche su aspetti quotidiani. Quante volte vi è capitato di chiedere ai genitori dei vostri alunni “come state?”. Probabilmente la risposta alla mia domanda è “mai” oppure “raramente” perché il rapporto tra genitore e insegnante è formale, legato solo alle comunicazioni e al confronto sulla didattica. Adesso è il momento giusto per farlo. Chiedetegli come stanno!

Il terzo passo: gli alunni sentono la vostra mancanza, fate parte della loro quotidianità. Fate sentire loro che ci siete, con mezzi materiali diversi, ma ci siete. Relazionatevi come sempre con loro e interessatevi alle loro passioni, attività, pensieri ed emozioni. Sicuramente apprezzeranno!

Il quarto passo: la collaborazione e comunicazione tra gli insegnanti è molto importante perché vi permette di lavorare con più serenità, sicurezza e utilità. Supportarvi in un momento così difficile e delicato può solo giovarvi.

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